Comune di Castel San Vincenzo

86071 Via Roma, 17 - Tel. 0865/951131 - Fax 0865/951951 - E-mail: comsanvincenzo@virgilio.it
Italiano|Inglese|Francese 
 

Un pò di storia

DA PORTA SAN FILIPPO A PORTA ABRUZZO

PASSEGGIATA NEL CENTRO STORICO DI CASTEL SAN VINCENZO

di Simona Carracillo  e Valentina Di Meo

 

Cenni Storici

 

Arroccato su creste rocciose, Castel San Vincenzo nacque dall’unione di due antichi borghi e conserva, quasi intatte, le vestigia del tempo in cui l’abitato venne fondato: il medioevo.

La nascita del paese è, infatti, da ascrivere al X – XI secolo, ovvero al periodo meglio noto come incastellamento, ed in particolare al momento in cui l’abbazia di San Vincenzo al Volturno, provata dalle scorrerie dei Saraceni e dalle vicende politiche locali, tenta di tutelare il patrimonio fondiario attraverso una peculiare riorganizzazione del territorio limitrofo all’abbazia stessa.

E’ in questo periodo che sono fondati i castra nell’alta valle del Volturno tra cui Cartellone e San Vincenzo.

Da subito Castellone si distingue per una particolare vocazione sia amministrativa, sia economica e diviene capoluogo di mandamento dell’ Alta Valle del Volturno e numerose sono le attività produttive che vi si sviluppano, tra queste, da menzionare, la presenza di una tipografia.

Castel San Vincenzo, come del resto gran parte del territorio molisano, è vittima delle scorrerie dei briganti: ancora oggi nella contrada San Pietro si scorge una cavità rocciosa nota come “Grotta dei Briganti”.

I due borghi si sviluppano e crescono in maniera autonoma. Una serie di vicissitudini legate soprattutto  alle continue rivalità  tra i due paesi, porta ad una difficile integrazione nonostante si susseguissero tentativi di  unione; solo nel 1928 l’unione è fissata definitivamente attraverso un decreto regio.

 

Descrizione

Si accede al centro storico attraverso tre porte, una delle quali completamente scomparsa, e due delle quali trecentesche: Porta Abruzzo è l’ingresso principale di Castellone e Porta San Filippo che è l’ingresso principale di San Vincenzo. La prima deriva il proprio nome dalla posizione geografica, poiché è rivolta verso la regione Abruzzo, la seconda invece è così denominata per la presenza della piccola chiesa settecentesca intitolata a San Filippo Neri.

Le porte sono caratterizzate, nella parte esterna, da un arco ogivale, presente nella parte esterna, realizzato in pietra locale mentre la parte interna è stata quasi interamente inglobata in diverse abitazioni.

Varcate le porte, ci si imbatte in una realtà che riporta indietro nel tempo: la via principale stretta e allungata, pavimentata in basoli e talvolta affiancata da sporgenze rocciose, è frastagliata da lunghi vicoli e suggestivi scorci panoramici.

Le abitazioni che si affacciano sulla strada sono realizzate, per la maggior parte, in pietra locale e si sviluppano su due o più piani e presentano, talvolta, antichi elementi architettonici e decorativi. Bellissimi portali, con caratteristiche chiavi d’arco recanti stemmi e iscrizioni, o  elementi decorativi e numerose aperture a bifora risalenti addirittura al XV secolo, decorano le facciate di numerose abitazioni.

 

Le Chiese

Le chiese principali sono intitolate rispettivamente a Santo Stefano protomartire e a San Martino vescovo di Tours.

La chiesa di Santo Stefano si affaccia sulla piazza Vittorio Emanuele II e conserva in alcuni tratti della muratura absidale tracce di fondazione romanica. Si tratta di un edificio ad unica navata, caratterizzato da una facciata principale la cui tipologia architettonica non è bene identificabile, realizzata in pietra calcarea ad andamento irregolare, interrotta verso est dall’inserimento della torre campanaria. L’accesso principale all’edificio  è rialzato di un metro rispetto al piano di calpestio della piazza, il portale d’ingresso è di forma rettangolare, esso è sormontato da una lunetta di forma ogivale contenente un affresco decorato con immagini del Santo titolare della chiesa. Nella parte superiore della facciata si trovano due aperture di forma rettangolare , esse sono simmetriche rispetto all’asse centrale della facciata. Infine un rosone realizzato con otto colonnine di marmo inscritte in un ottagono disposte a raggiera, decora la parte più alta della facciata. Particolarmente curioso è l’orologio che collocato in facciata, indica le 12 ore con soltanto i primi sei numeri romani.

L’edificio è a navata unica, terminante con un abside  semicircolare; l’area presbiterale è rialzata e delimitata da transenne; nel catino absidale trova posto una finestra foderata con vetri istoriati narranti il martirio di Santo Stefano, a cui si affiancano le immagini di San Pietro, con le chiavi legate alla cintura, e di San Paolo, accecato sulla strada di Damasco.

Lungo i muri perimetrali interni della chiesa si dispongono altari devozionali sormontati da nicchie nelle quali trovano posto statue o raffigurazioni pittoriche di Santi e Madonne. Il coro si colloca in posizione frontale rispetto all’altare mentre una piccola area recintata, collocata accanto all’ingresso laterale, ospita la piccola fonte battesimale.

La chiesa di San Martino si affaccia sulla piazza G. Marconi, ed è dotata di due ingressi, uno laterale ed uno frontale. L’edificio si presenta all’interno a pianta basilicale, diviso da pilastri in tre navate e con abside rettangolare.

Bellissimi intarsi marmorei decorano l’altare principale. L’area presbiterale è delimitata da transenne metalliche alternate a sculture marmoree, derivate probabilmente dall’antica abbazia di San Vincenzo al Volturno. Un coro ligneo del settecento corre lungo tutto il perimetro interno absidale.

La facciata è realizzata in due registri: il primo ospita il portale d’ingresso realizzato in marmo, su tre lati dello stesso corrono, come unica decorazione, tre sporgenze di forma semicilindrica di vario spessore. In alto esso è sormontato da un frontone interrotto al vertice per ospitare le insegne vescovili. Nel registro superiore si apre una finestra di forma rettangolare e un piccolo rosone di forma ellittica.

Lateralmente si erge la torre campanaria divisa in quattro registri delimitati da semplici cornici a sezione quadrangolare: i primi tre registri sono realizzati in travertini con cantonali in pietra calcarea e l’ultimo interamente realizzato in pietra calcarea. Il primo registro è cieco, nel secondo si apre una finestra rettangolare, il terzo ospita l’orologio e due protomi leonine ed infine nel quarto si aprono le finestre campanarie.

Le due chiese principali sono le uniche inglobate nel centro storico. Esternamente ad esso, tra cappelle, eremi e piccole chiese se ne contano ben cinque. Incastonato nel centro del monte San Michele si trova l’antico eremo dedicato all’Arcangelo Michele.

La leggenda vuole che su un duro giaciglio, tuttora esistente, abbia riposato l’Arcangelo dopo aver sconfitto il male che provocava nel piccolo paese degrado e corruzione.

La chiesa rurale dedicata alla Madonna delle grazie sorge nella frazione Cartiera, nella zona denominata Santa Scolastica. Si tratta di una piccola cappella di forma rettangolare, con pianta centrale ad unica navata. Questa chiesa viene aperta al culto solo due volte l’anno: il lunedì in albis e il 2  luglio festa della Madonna delle Grazie.

La chiesa rupestre dedicata alla Vergine Assunta in cielo è collocata in posizione marginale rispetto all’abitato di San Vincenzo. Si tratta di una piccola chiesa a navata unica, di pianta centrale, con copertura a falda spioventi; l’edificio viene aperto solo il 15 di agosto, giorno in cui viene celebrata l’assunzione della Madonna. Un corteo di fedeli  porta in processione la statua della Madonna dalla chiesa di San Martino a quella dell’Assunta.

Si affaccia sulla piazza Umberto I la chiesa di San Filippo Neri graziosa costruzione risalente alla metà del XVIII secolo: interamente realizzata in travertino, essa è di forma rettangolare a pianta centrale con navata unica. Di particolare interesse è il portale d’ingresso e un quadro che fu donato alla parrocchia dall’artista Domenico Bossa.

Infine nella contrada San Rocco è  ubicata la cappella , dedicata all’omonimo Santo. E’ un edificio  a pianta rettangolare con copertura a falde spioventi, non presenta all’interno alcun elemento decorativo di rilievo.

 

I Palazzi

Passeggiando lungo via Roma ci si imbatte nel Palazzo Comunale, edificio dalle linee semplici, realizzato su tre piani, caratterizzato da un monumentale portale d’ingresso. Poco più avanti si trova   il Palazzo ex Conti – Regina. Vi si accede attraverso un doppio cortile delimitato da due ingressi ad arco con copertura a volta a botte. L’edificio si sviluppa su due livelli: il piano inferiore ospita gli ingressi tutti rigorosamente sormontati da portali con archi a tutto sesto, nel piano superiore si aprono diverse finestre, tutte di forma rettangolare e delimitate da mensole scanalate in pietra calcarea.

All’altezza della località Belvedere via Roma si trasforma in via Volturno. Qui correva prima dell’unità dei due paesi la linea “immaginaria” di confine, iniziava cioè il paese di Castellone.

Il primo palazzo che si incontra è quello che attualmente ospita il Museo della Fauna Appenninica. Si tratta di un edificio a due piani, completamente ristrutturato.  Particolarmente interessante è l’angolo est dove il palazzo si appoggia ad un banco roccioso ed è sormontato da una struttura circolare.

Poco più avanti si può osservare il palazzo comunale, un edificio dalle linee piuttosto singolari. Esso è costruito da tre corpi. La facciata principale è leggermente rientrata rispetto a quelle laterali. L’edificio si sviluppa su quattro piani,  piuttosto interessanti sono gli ultimi due, in particolare il terzo ornato con archi a tutto sesto sostenuti da pilastri in muratura, e il quarto piano caratterizzato dalla presenza di una finestra di forma semi – ellissoide. Procedendo sempre lungo via Volturno, ci si imbatte nel palazzo Martino, la cui peculiarità è rappresentata dalla facciata in stile liberty. Questo palazzo svetta rispetto alle altre abitazioni che vi appoggiano, una stretta stradina delimitata da un basso muretto di recinzione corre lungo tutto il perimetro dell’edificio. Poco più avanti si possono osservare balconi decorati e le finestre a “ bifora o trifora” che di tanto in tanto si aprono nei muri di alcune abitazioni.

Accanto a porta Abruzzi si trova, infine, il palazzo Canone. Si tratta di un edificio di grandi dimensioni e si sviluppa su quattro livelli.

Due sono gli ingressi principali: uno è a nord l’altro è ad est, quest’ ultimo è preceduto da un piccolo viale lastricato.

L’edificio completamente ristrutturato, è realizzato in pietra locale. Al primo livello si trovano gli ingressi alle cantine o deposito, le aperture sono tutte sormontate da archi a tutto sesto, nei livelli superiori si aprono finestre e balconi, tutte di forma rettangolare e delimitate da mensole in pietra calcarea. Alcune aperture strette e allungate si aprono lungo il muro esterno: queste sono le saettiere, diversi palazzi erano dotati di questo ingegnoso sistema di difesa.

                                                                 

 

Torna alla Home